"Amare l'Inter vuol dire conoscerne ogni particolare, saperne apprezzare le sfumature, perlustrare questo lungo bellissimo mistero" (Giacinto Facchetti)

Pierluigi Avanzi *

* Ragioniere per sbaglio, scrittore (e lettore) di calcio per diletto, impiegato commerciale per necessità, “interologo” per vocazione. Cresciuto in un quartiere della periferia ovest di Milano a pochi chilometri da San Siro, ma nato e attualmente residente in provincia di una città ancora a misura d’uomo come Mantova. Innamorato dell’Inter e della sua storia dai tempi del trio tedesco Brehme-Klinsmann-Matthaeus, da allora ha assiduamente iniziato a seguire le gesta della Beneamata con i mezzi più disparati: via radio, davanti alla tv, al campo d'allenamento, sulla carta stampata, in streaming e, naturalmente, allo stadio. Dieci stagioni da blogger con www.biografienerazzurre.blogspot.com, cinque come periodico collaboratore del sito www.fcinternews.it, due libri scritti per la casa editrice Urbone Publishing (nel 2011, poi replicato nel 2022 in edizione aggiornata, “Giacinto Facchetti – Una bandiera in mezzo alla battaglia” e nel 2016 “Biografie Nerazzurre – La storia dell’Inter attraverso i suoi protagonisti”), un diploma, zero social network (piattaforma Google esclusa). Ha nella squadra del “Triplete” la pietra di paragone, tanto da considerare l’estasiante notte del 22 maggio 2010 come l’ineguagliabile picco, oltre che del calcio italiano, della propria e appassionata vita da tifoso: la chiusura definitiva di un perfetto cerchio – cominciata a materializzarsi con la conquista dello scudetto 2006/’07, il numero quindici, giunto a diciotto anni di distanza da quello targato mister Trapattoni – serratosi insieme alle scorte di atavica e feroce ansia accumulate per un ventennio. Per il Biscione continua ovviamente a soffrire ancora, ma con più affettuosa e consapevole serenità.